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title: "Il ruolo degli archetipi e come usarli in maniera ottimale"
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date: 2021-09-03
modified: 2021-10-11
type: post
author: Federico Cartelli
categories: [NEUROMARKETING]
description: "I modelli archetipali derivanti dagli studi di Carl Gustav Jung rappresentano un esempio di come le neuroscienze possono essere applicate con successo al marketing."
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# Il ruolo degli archetipi e come usarli in maniera ottimale

## L’archetipo: tra filosofia e psicologia

La parola **archetipo** è coniata sul termine latino archetypus, a sua volta composto di due

parole greche, ἀρχή (origine, principio, inizio) e τύπος (immagine, modello, tipo). Ne

consegue che la parola reca in sè il significato complessivo di “carattere, tratto originario” e

di “forma inerente gli inizi”. Norberto Bobbio, nel Dizionario di Filosofia, definisce l’archetipo

come “il modello o l’esemplare originario, o l’originale, di una serie qualsiasi”. La

teorizzazione degli archetipi è particolarmente interessante soprattutto nell’ambito della

psicologia, grazie agli studi condotti nel Novecento dal famoso psichiatra **Carl Gustav Jung**.

Lo studioso svizzero, allievo di **Sigmund Freud**, poggia la propria teoria sugli archetipi

riprendendo e ampliando il concetto di inconscio già elaborato dal suo maestro. Secondo

Jung, «un certo strato per così dire superficiale dell’inconscio è senza dubbio personale:

noi lo chiamiamo “inconscio personale”. Esso poggia però sopra uno strato più profondo

che non deriva da esperienze e acquisizioni personali, e che è innato. Questo strato più

profondo è il cosiddetto “inconscio collettivo”. È collettivo perché al contrario dei contenuti

della psiche personale, presenta concetti identici per tutti e costituisce un substrato

psichico comune di natura soprapersonale presente in ciascuno». Questo inconscio, che

dimora nella psiche, emerge nel corso dell’attività onirica mediante “resti arcaici” della

memoria nascosta, primitiva o ancestrale, cioè forme e associazioni mentali non collegati a

fatti o dati concreti dell’esperienza diretta dell’individuo. Dati della mente che, di

conseguenza, sembrerebbero rivelarsi come innati ed ereditari, universali e a-temporali.

Durante ulteriori approfondimenti Jung sostituì all’espressione “resti arcaici” (di derivazione

freudiana) quella di “immagini primordiali”; da qui il passo fu breve perché lo studioso

compendiasse le due parole in una sola: quella, appunto, di “archetipo”: «Ci troviamo

davanti a tipi arcaici o ancora meglio primigeni, cioè immagini comuni presenti fin dai tempi

remoti».

## Classificazione degli archetipi

La psicologia junghiana individua dodici archetipi, classificati in quattro gruppi che riflettono

quattro fondamentali emozioni umane: cambiamento, stabilità, appartenenza, indipendenza.

1. Cambiamento

**• Ribelle**. È sinonimo di rivoluzione e anticonformismo. Il ribelle ricerca il conflitto per

migliorare il mondo, ma anche per un intimo desiderio di anarchia. Infatti, è allergico alle

regole, e la libertà d’azione e di scelta rappresentano, per lui, un dogma. La rabbia è

parte integrante della sua personalità, e in alcuni casi può diventarne la forza dominante.

Per conquistare la fiducia di un ribelle è necessario immedesimarsi nel suo stesso modo

di vedere il mondo. Incoraggiare o facilitare una rivoluzione riesce a creare una

connessione emotiva con i ribelli; va, dunque, utilizzato uno stile di comunicazione

informale, determinato, talvolta aggressivo. L’archetipo è molto usato nei settori

automotive, moda alternativa, attrezzi da lavoro. Es.: Harley Davidson, Diesel.

**• Mago**. Rappresenta l’essenza del cambiamento e della capacità di trasformazione.

Carismatico e visionario, il mago è allo stesso tempo un mistico, un innovatore e uno

scienziato. Grazie alla propria conoscenza superiore – che, tuttavia, non ama condividere

– offre solo soluzioni semplici a problemi quotidiani, presentandosi come un realizzatore

di sogni. Ha la capacità di influenzare le persone e condurle lungo viaggi trasformativi

fatte di esperienze e momenti magici; per questo, a volte degenera nella manipolazione.

Il suo orizzonte è, comunque, un futuro migliore. L’archetipo è ideale per i settori di

tecnologia, *entertainment*, bellezza. Es.: Apple, Collistar, Star Wars.

**• Eroe**. Desidera mostrare il proprio valore con coraggio e determinazione. Lavora

costantemente per superare i propri limiti e raggiungere la meta che si è prefissato.

Prova orgoglio per quel che fa: non teme la lotta, anzi affronta a testa alta gli ostacoli e li

supera grazie a resilienza e auto-disciplina. Tuttavia, sa anche accettare sconfitte e

fallimenti, imparando da essi. Ha una personalità fortemente ispirazionale: ambisce ad

avere un forte impatto positivo sul mondo, sfidando le convenzioni e lottando contro le

ingiustizie. In questo aspetto assomiglia al ribelle, dal quale però si distingue per un

atteggiamento più altruista. Per piacere ad un eroe è necessario farlo sentire potente ed

in grado di avere successo. L’archetipo è ideale per il settore sportivo. Es.: Nike, Ferrari.

2. Stabilità

**• Angelo custode**. Generoso, compassionevole ed empatico, è votato al sacrificio e

all’abnegazione, ed è guidato dal desiderio di proteggere e prendersi cura del prossimo.

Può coincidere con una figura genitoriale, o comunque con una figura in grado di

trasmettere un senso di fiducia, protezione, assistenza e sicurezza. In generale, può

dunque essere collegato all’idea dell’intimità e del calore familiare. Recentemente,

questo archetipo è stato rappresentato dai medici e dagli infermieri, in prima linea nella

lotta al Covid-19. I brand che rientrano all’interno di questo archetipo utilizzano messaggi

educativi e coscienziosi: è ideale quindi per il settore della salute, del no-profit e della

formazione. Es: Pampers, Barilla, Amnesty International. Eccezione: Volvo.

**• Sovrano**. È l’antagonista del ribelle. Risolutore e sicuro di sè, desidera più di ogni altra

cosa il controllo e si caratterizza per una personalità dominante. Il sovrano tutela lo status

quo, promuove l’ordine e il benessere; è il simbolo dell’élite ed è un *rule maker*.

Comunica in maniera autoritaria e talvolta intimidatoria. L’obiettivo è il raggiungimento di

prosperità e successo, per garantirle anche ai sudditi. I brand che utilizzano questo

archetipo devono porsi come custodi della tradizione e dell’eccellenza, e offrire alla

propria audience un senso di validazione dell’elevato status sociale. È l’archetipo ideale

per brand *automotive* e *luxury*. Es.: Mercedes, Rolex, Rolls Royce.

**• Creatore**. Ambisce alla creazione di qualcosa di nuovo, originale e duraturo. Mediante la

creazione, egli declina anche la necessità di esprimere sè stesso e il suo talento

individuale. È un innovatore, ma non perde di vista concretezza e stabilità. Per piacere ad

un creatore è necessario esaltare il processo creativo ed ispirare l’espressione del sé. I

brand che mettono a disposizione strumenti per l’espressione creativa, insieme alla

libertà di scelta, si posizionano al meglio grazie a questo archetipo. La comunicazione

deve alimentare il desiderio di innovare e di dare avvio ad un nuovo processo creativo,

ispirando l’immaginazione e l’intuito dei clienti. È l’archetipo Ideale per i settori dell’arte,

del *design*, dell’IT, del *marketing*. Es.: Lego, Adobe, Canon.

3. Appartenenza

**• Amante**. È passionale e ama essere desiderato. Ricerca esperienze di intimità, vicinanza

e piacere sensuale. Desidera diventare più attraente fisicamente ed emotivamente, di

conseguenza ricerca tutto ciò che può aumentare la sua capacità di attirare gli altri. Teme

di non essere notato e non essere amato, e le passioni ne minano la razionalità. Ha

sempre bisogno di sentirsi vivo, ma anche quando soddisfa tutti i suoi desideri teme di

perdite ciò che ha ottenuto. La comunicazione dei brand che scelgono questo archetipo

deve essere imperniata sulla seduzione, sull’eleganza e sul coinvolgimento sensoriale. È

l’archetipo ideali per settori del viaggio, del *food & wine*, del *beauty* e del *luxury*. Es.:

Muller, Nespresso, Victoria’s Secret.

**• Burlone**. Irriverente, satirico e dissacrante, il suo motto è *carpe diem*. Ama scherzare e

interpreta il divertimento come un’opportunità per portare il buonumore a tutti quelli che

lo circondano. Il burlone è ottimista e vede sempre il bicchiere mezzo pieno; hanno un

cuore giovane ed una natura fanciullesca. È l’archetipo ideale per quei brand che

vogliono trasmettere socialità, condivisione e positività. Tuttavia, se usato con intelligenza

dai *marketer*, nel contesto giusto e il tempismo giusto l’archetipo del burlone può essere

un ottimo e memorabile elemento per differenziarsi dai competitor, a prescindere dal

settore di azione. Es.: Taffo, M&M’s, Buondì Motta.

**• Uomo comune**. La sua parola d’ordine è normalità. Onesto, inclusivo, amichevole,

rappresenta la persona della porta accanto, che desidera essere parte di una comunità

senza cadere negli eccessi. È disposto anche a sacrificare una parte della sua

individualità per appartenere ad un gruppo. Empatico, fa della semplicità la sua forza.

Ama conversare, ma senza essere troppo “rumoroso”. L’uomo comune apprezza la

tranquillità e non sente il bisogno di legarsi in maniera appassionata a qualcosa. Per

rivolgersi all’uomo comune è necessario fare leva sul suo senso di appartenenza: i brand

inerenti al quotidiano possono usare quest’archetipo mettendo in evidenza il valore dei

piccoli gestii. I brand dei prodotti per la casa o per la vita in famiglia sono perfetti per

questo archetipo: pertanto, il tone of voice non deve mai essere elitario o arrogante. Es.:

Barilla, Ikea, Visa.

4. Indipendenza

**• Innocente**. Positivo e ottimista, idealista e romantico, desidera la sicurezza e la felicità

per se stesso e per gli altri. Onesto e lontano dai sentimenti vendicativi, ritiene che

ognuno debba potersi esprimere liberamente. Sa vedere il bene in tutto ciò che lo

circonda e ritiene fondamentale sentirsi in armonia con gli altri. La comunicazione verso

questo archetipo deve essere semplice e onesta, evitando messaggi basati sul senso di

colpa: l’innocente deve poter associare al brand un senso di sicurezza e vedersi

riconosciuta la sua bellezza interiore. È l’archetipo ideale per cosmetica, salute, servizi di

pulizia, prodotti freschi. Es.: Dove, Mulino Bianco, Kinder.

**• Saggio**. Esplora continuamente il suo mondo interiore alla ricerca della verità e della

conoscenza. Desidera comprendere se stesso e il mondo, per raggiungere una

consapevolezza superiore da condividere con gli altri. Ama le conversazioni filosofiche e

rifugge la superficialità. Capacità d’analisi e intelligenza sono le sue qualità migliori.

Questo archetipo, dunque, richiede una comunicazione caratterizzata da un vocabolario

forbito e autorevole, lontano da messaggi semplici e banalizzati, con informazioni verificate. L’archetipo è dunque adatto al settore dei media, delle news, delle università,

della consulenza. Es.: CNN, Google, RAI, National Geographic.

**• Esploratore**. Coraggioso e amante dell’avventura, non teme di uscire dalla *comfort zone*

e dalla routine della vita quotidiana. È nei luoghi più selvaggi e sconosciuti che

l’esploratore si sente a casa: il viaggio, infinito e costante, è un’esperienza di crescita

interiore in cui deve capire sé stesso, senza dover dimostrare il suo valore agli altri.

Connettersi con l’esploratore significa, per certi aspetti, sfidarlo. Un brand che sceglie

dunque questo archetipo deve sfidare i confini della vita moderna e promuovere

l’avventura all’aria aperta, mostrandosi disponibile ad aiutare chi sceglie di uscire dalla

c*omfort zone*. La società moderna è antagonista dell’esploratore, quindi l’avversione alle

convenzioni sociali è un messaggio importante, simile a quello del ribelle. Questo

archetipo è Ideale per sport estremi, equipaggiamento tecnico, automotive e viaggio

d’avventura. Es.: The North Face, Levis, Jeep.

## Tre step per un approccio di archetypal branding

Utilizzando i dodici archetipi precedentemente descritti, è possibile definire l’identità di un

brand, che andrà ad acquisire le caratteristiche e le connessioni emotive previste da Jung

le utilizzerà per distinguersi sul mercato. In questo senso, l’archetipo costituirà una solida

base sulla quale sviluppare – e far evolvere – la *digital strategy*. Per ottenere risultati

ottimali, è opportuno seguire questi tre step:

1 – **Capire le reali necessità del pubblico**. Come abbiamo visto, l’archetipo evoca desideri e

pulsioni: è fondamentale, pertanto, come operazione preliminare individuare la correlazione

che si intende instaurare fra il *business* e la sua funzione principale. Ad esempio: esercitare

il controllo; ricercare l’indipendenza; rompere le regole.

2 – **Identificare la personalità del brand**. Una volta individuato il desiderio che si intende

evocare, la scelta dell’archetipo più adatto definirà il posizionamento del brand sul mercato.

Se l’audience di riferimento desidera esercitare il controllo, allora il brand dovrebbe riferirsi

all’archetipo del sovrano. In alcuni casi, è possibile mescolare anche due archetipi diversi,

lasciandone uno comunque dominante; è necessaria, in questi casi, molta prudenza.

3 – **Tradurre la personalità del brand in una strategia comunicativa**. A questo punto, il

brand deve assumere tratti quasi antropomorfi, cioè deve caratterizzarsi con tratti

comportamentali, aspirazioni e motivazioni costruite intorno ai desideri e alla caratteristiche

dell’audience ideale. In questo modo, il brand detterà le proprie regole non solo nella

propria nicchia di mercato, ma più in generale sulla società e sulla vita in generale.

## Domande frequenti

### Cosa sapere su l’archetipo: tra filosofia e psicologia?

La parola **archetipo** è coniata sul termine latino archetypus, a sua volta composto di due parole greche, ἀρχή (origine, principio, inizio) e τύπος (immagine, modello, tipo). Ne consegue che la parola reca in sè il significato complessivo di “carattere, tratto originario” e di “forma inerente gli inizi”.

### Cosa sapere su classificazione degli archetipi?

La psicologia junghiana individua dodici archetipi, classificati in quattro gruppi che riflettono quattro fondamentali emozioni umane: cambiamento, stabilità, appartenenza, indipendenza. 1. Cambiamento **• Ribelle**. È sinonimo di rivoluzione e anticonformismo.

### Cosa sapere su tre step per un approccio di archetypal branding?

Utilizzando i dodici archetipi precedentemente descritti, è possibile definire l’identità di un brand, che andrà ad acquisire le caratteristiche e le connessioni emotive previste da Jung le utilizzerà per distinguersi sul mercato.
