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title: "La matrice di Ansoff. Gli albori del marketing strategico"
url: https://isay.group/la-matrice-di-ansoff-gli-albori-del-marketing-strategico-2/
date: 2021-09-03
modified: 2021-10-01
type: post
author: Federico Cartelli
categories: [MARKETING STRATEGY]
description: "Marketing strategico significa pianificare, organizzare e saper valorizzare al massimo le azioni dell’azienda in modo tale da acquisire un vantaggio competitivo sul mercato."
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# La matrice di Ansoff. Gli albori del marketing strategico

La** matrice di Ansoff **– conosciuta anche come **matrice prodotto / mercato** – è stata

sviluppata dal matematico americano di origine russa H. Igor Ansoff e pubblicata per la

prima volta nel 1957 sulla *Harvard Business Review* nell’articolo intitolato *Strategies for

Diversification*. Si tratta di un modello – molto utilizzato nel marketing *management* –nel

quale il prodotto e il mercato rappresentano le due dimensioni della griglia: quando

combinate, mostrano quattro quadranti ai quali corrispondono altrettanti approcci strategici.

In questo modo la matrice di Ansoff aiuta le aziende a valutare i rischi e le opportunità

associate alla variabilità dei prodotti e dei mercati. Andiamo, dunque, ad analizzare le

quattro combinazioni possibili.

*

1) Prodotto attuale / Mercato attuale (Market Penetration*)

Quando un’azienda desidera rivolgersi ad un mercato già esistente mediante l’offerta di un

prodotto anch’esso già esistente si parla di penetrazione del mercato; questo obiettivo può

essere realizzato seguendo quattro diverse strategie:

- **aumentando la dimensione complessiva del mercato** (o del segmento di interesse

nel quale si opera), che si ottiene sviluppandone la domanda globale. Questa

strategia beneficerà anche i *competitor*: tuttavia, pur di vedere aumentare la propria

posizione di predominanza, alcune aziende sono disposte ad accettare questo

aspetto negativo. Proprio per limitare tale effetto collaterale, questa strategia è

utilizzata preferibilmente da aziende riunite in consorzio, che ad esempio creano una

campagna pubblicitaria particolarmente aggressiva per incentivare l’utilizzo di un

determinato prodotto o per farlo conoscere ad un pubblico più ampio.

- **erodendo quote di mercato ai *competitor*** spostando la preferenza d’acquisto verso

il prodotto in oggetto. Questo risultato è ottenibile mediante un incremento dello

sforzo di *marketing mix* che può essere declinato in: politiche di *pricing*

concorrenziali (sconti, promozioni o abbattimento del prezzo base di vendita del

prodotto), applicabili in mercati maturi e saturi; campagne di comunicazione

aggressive volte all’acquisizione di nuovi clienti; aumento dei punti vendita. Questa

strategia – che, ovviamente, non è sostenibile nel lungo periodo – è utilizzata di

solito da *start-up*, ma anche da aziende consolidate che intendono rilanciarsi.

- **incrementando il tasso medio d’impiego del prodotto** per la clientela già esistente,

ad esempio aumentando la frequenza d’uso e/o le quantità medie usate.

- **acquisendo i *competitor*** che già sono attivi sul mercato esistente.

2) Prodotto nuovo / Mercato attuale (*Product Development*)

Quando un’azienda desidera rivolgersi ad un mercato già esistente mediante l’offerta di un

prodotto nuovo si parla di sviluppo del prodotto. Si tratta di una dinamica senza’altro più

rischiosa rispetto a quella vista in precedenza, più conservativa e caratterizzata da un basso

grado di rischio. La parola chiave di questo processo è innovazione: infatti, mediante lo

sviluppo di prodotti innovativi, l’azienda può consolidare la propria *leadership* di un determinato settore del mercato, oppure porsi come avanguardia di una nuova branchia del

mercato stesso, assumendone così la leadership. Si aprono, dunque, due percorsi:

- **offerta di prodotti nuovi sia per l’azienda che per il mercato**; in questo caso

l’azienda opta per la scelta più innovativa e al contempo più rischiosa, poiché si

tratta di sviluppare prodotti che il mercato di riferimento dell’azienda conosce per la

prima volta. Pertanto, per cercare di minimizzare i rischi, vengono compiuti ingenti

investimenti sulla ricerca e sul *know-how*, in modo da intercettare la domanda

latente.

- **offerta di prodotti nuovi per l’azienda, ma non per il mercato**; in questo caso il

tasso di innovazione e il grado di rischio sono minori, poiché l’azienda opta per un

ampliamento della propria gamma di prodotti che sono però tipici del mercato in cui

ha scelto di operare. Le possibilità sono molto ampie: si va dall’aggiunta di nuove

funzionalità ai prodotto esistenti, all’espansione della linea di prodotti con aggiunte

verso l’alto o verso il basso della gamma all’interno della stessa categoria di bisogni.

3) Prodotto attuale / Mercato nuovo (*Market Development*)

Quando un’azienda intende rivolgersi ad un mercato nuovo mediante l’offerta di prodotti

già esistenti, allora si parla di sviluppo o espansione del mercato. Questo obiettivo può

essere realizzato seguendo tre diverse strategie:

- **rivolgendo l’offerta ad un segmento di mercato nuovo** per l’azienda; in questo caso

è di particolare importanza un’accurata analisi preliminare per comprendere le

abitudini e i comportamenti d’acquisto dei nuovi consumatori per evidenziare

eventuali diversità con i consumatori “originari”, e valutare la fattibilità complessiva

dell’operazione.

- **rivolgendo l’offerta a nuovi mercati geografici**, con presenza diretta o attraverso

nuovi canali di distribuzione; quando l’offerta è rivolta ad una regione diversa si parla

di espansione regionale, quando è rivolta ad un mercato fuori dai confini nazionali si

parla di espansione internazionale. Si tratta della strategia più comune nell’economia

globalizzata: è normale, per un’azienda, tentare di esportare su altri mercati un

prodotto di successo. È fondamentale, tuttavia, oltre all’analisi preliminare delle

*buyer personas* precedentemente menzionata, valutare con attenzione i *competitor*

del nuovo mercato e l’impatto della legislazione estera sui costi.

- **promuovendo nuove o più ampie modalità d’utilizzo del prodotto**. Questa dinamica

è stata innescata in modo spontaneo dalla pandemia per ciò che riguarda le

apparecchiature per la sanificazione e i dispositivi di protezione individuale.

4) Prodotto nuovo / Mercato nuovo (*Integration o Diversificati*on)

Quando un’azienda intende rivolgersi ad un mercato nuovo mediante l’offerta di prodotti

nuovi si parla di integrazione o di diversificazione. Si tratta della combinazione prodotto –

mercato più rischiosa fra le quattro, ma è di fatto una strada quasi obbligata per un’azienda

già leader di un determinato settore ormai saturo. Flessibilità ed esplorazione di nuove

opportunità di mercato è ormai inevitabile per un’azienda che vuole rinnovarsi col tempo.

Vediamo, dunque, in cosa differiscono integrazione e diversificazione.

**• Integrazione. **Espone l’azienda ad un rischio minore. Si verifica quando lo sviluppo

dell’azienda si realizza estendendo la propria presenza lungo la filiera della quale è parte:

con l’integrazione a monte – detta anche orizzontale – l’impresa si spinge verso attività

che riguardano i suoi fornitori (materie prime, macchinari, ecc.) e assume così

direttamente il controllo del processo produttivo o di alcuni passaggi; mentre con

l’integrazione a valle l’impresa – detta anche verticale – l’aziende decide di operare

direttamente nel commercio dei propri prodotti (distribuzione, trasporto, servizi di

assistenza, ecc.).

**• Diversificazione**. Si verifica, invece, quando l’azienda esce dalla propria filiera. Può

essere: correlata, se si aggiungono linee di prodotti complementari o sinergici in quanto

destinati a essere commercializzati con logiche simili a quelle dei prodotti attuali, in grado

di utilizzare risorse comuni di ricerca e sviluppo o *know-how*; non correlata, se si intende

procedere su un percorso completamente nuovo, lanciando su un mercato nuovo o di

nicchia un prodotto inedito che non ha nulla a che vedere e con ha sinergie con quelli

offerti fino a quel momento. Richiede notevoli investimenti e un’ottima pianificazione del

*business*.

La scelta di un colore per caratterizzare un prodotto o una campagna pubblicitaria è di vitale importanza dal punto di vista del marketing.
