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title: "Osservatorio Ambasciate - Report Marzo 2022"
url: https://isay.group/osservatorio-ambasciate-report-marzo-2022/
date: 2022-04-21
modified: 2022-04-21
type: post
author: admin
categories: [Osservatorio, Report]
description: "Twitter e Facebook si confermano come canali più utilizzati dal mondo della Social Diplomacy in Italia. Infatti, mentre il primo prevale quasi al 60%, quasi…"
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# Osservatorio Ambasciate - Report Marzo 2022

Twitter e Facebook si confermano come canali più utilizzati dal mondo della *Social Diplomacy* in Italia. Infatti, mentre il primo prevale quasi al 60%, quasi tutti i profili più influenti (90%) continuano a essere collocati su Facebook. Allo stesso tempo, l’attenzione per la Politica estera si concentra su Twitter – piattaforma che registra un incremento del 212% sul mese precedente.

Il contesto si fa sentire: dopo ben 9 mesi di indiscussa *leadership* dell’Ambasciata Giapponese – sia come maggior numero di interazioni, sia come profilo più influente nella classifica *I SAY Social Score*, sia come *best ranking* nell’*Embassies Social Index *(ESI) – le maggiori interazioni si contano sui profili delle Ambasciate Russa e Ucraina. Ma, mentre il miglior ESI va all’Ambasciata di Romania per i messaggi di solidarietà alla popolazione ucraina, la crescita a due cifre in termini di *fanbase* si registra sul profilo Twitter dell’Ambasciata Russa.

Al di là delle cifre e delle *best performance*, quello che sta succedendo nell’universo dei *Social Media* & *Diplomacy *in relazione al conflitto non è del tutto inedito, ma segna “un salto di qualità” in termini di modalità e dimensioni:

1. *L’esplosione della disintermediazione* – che rende la comunicazione bidirezionale e “alla pari” a prescindere dal profilo dell’utente e relativa competenza in materia.

2. *La “Twitter Diplomacy”* – che vede messaggi istituzionali in tempo reale, anche in maniera “irrituale” rispetto ai protocolli tradizionali.

3. *La presa di posizione da parte di Meta, Twitter e YouTube* – attraverso *task forces* di *fact checking* dei contenuti di una delle due parti, limitazioni regionali dell’*advertising *e delle *app* o messa a disposizione dello schieramento scelto di speciali servizi web. In pratica, la consacrazione di alcune piattaforme come *opinion leaders* e *players *privati.

4. *La comunicazione politica attraverso meme e schermaglie social* – quindi l’uso da parte della *Public Diplomacy* di linguaggi e formati più “popolari”, potenzialmente virali a prescindere dallo stile.

1. *La trasformazione di un conflitto in un* *narrative media event* – alla pari di un film d’azione, capace di creare *engagement*, costruire vere e proprie campagne CtA, aumentare *followers*, *fanbase* e soprattutto visualizzazioni. Una “guerra parallela”, portata avanti con un’importante frequenza di pubblicazione e strategie declinate a seconda dei canali utilizzati.

Che si tratti o meno di un nuovo *trend* della *Digital Diplomacy*, lo verificheremo il prossimo mese.

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